Ieri l’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul suo sito le istruzioni e i moduli necessari per aderire all’imposta sostitutiva per redditi prodotti all’estero. Si tratta di quella che l’agenzia ha ribattezzato “flat tax” per stranieri (anche se, come vedremo fra poco, non è una flat tax) e consiste in un regime fiscale molto vantaggioso per incentivare ricchi stranieri a trasferire la residenza fiscale in Italia.

Il regime agevolato permette di pagare 100 mila euro di imposte l’anno, più 25 mila euro per ogni familiare che vuole avvalersi della stessa opportunità. Per avere diritto a questa imposta forfettaria bisogna aver trascorso fuori dall’Italia nove degli ultimi dieci anni, quindi questa agevolazione non può essere utilizzata da persone che spostano la residenza fuori dall’Italia per poi riportarla dentro dopo pochi mesi solo per godere dello sconto. Il regime agevolato avrà una durata massima di 15 anni.

L’imposta forfettaria si applica solo sui redditi prodotti all’estero, si tratta quindi di un sistema che potrebbe essere vantaggioso, ad esempio, per un imprenditore cinese, che produce il suo reddito fuori dall’Italia, ma che avrebbe convenienza a trasferire la sua residenza in Italia in cambio di un’imposizione fiscale tutto sommato ridotta. Giancarlo Bracco, fondatore di ImmobilSarda, una società che si occupa di vendita di immobili di lusso, ha detto alla Stampa: «Secondo uno studio di Hong Kong ci sono milioni di nuovi ricchi in Asia, in Sud America e nell’Est Europa che vorrebbero trasferire le famiglie in Occidente, perché la qualità della vita nei loro Paesi non raggiungerà i livelli occidentali se non fra trent’anni. E l’Italia risulta terza in Europa come meta ideale».

L’idea di attirare ricchi cittadini stranieri è tornata a diffondersi in diversi paesi europei dopo il referendum su Brexit. Se il Regno Unito uscirà effettivamente dall’Unione Europea è possibile che molti ricchi decidano di lasciare il paese e di trasferirsi nell’Europa continentale. Città come Milano stanno già cercando di attrezzarsi per attirare società e singoli individui facoltosi che potrebbero decidere di lasciare il Regno Unito, uno dei paesi europei dove – per via della ridotta pressione fiscale e dell’alta qualità della vita – si trasferivano molti ricchi.